Nel 1991 il maestro Bertoncin mi ha commissionato questo reportage. Ne è rimasto il graffito video che dopo 30 anni sono riuscito a recuperare ed a fissare nella memoria della citta di Latina. Sono pezzi di memoria che fanno storia. Tobia Bertoncin, nato a Villa Estense il 13 gennaio del 1909, ha frequentato la Scuola d’arte di Este studiando decorazione e, dopo il perfezionamento tecnico, ha lavorato come decoratore e restauratore. Trasferitosi a Latina nel corso degli anni Trenta, ha iniziato a esporre già nel primo dopoguerra con il “Gruppo realista”, manifestando la propria predilezione per un espressionismo dal marcato impegno sociale, che negli anni l’ha confermato come uno tra i più attivi protagonisti delle vicende artistiche del capoluogo laziale dove, tra le altre cose, fonda gruppo “Amici dell’Arte” di Latina e diventa membro dell’associazione artistica “Gli Incisori d’Italia”. Prestigiose le sue partecipazioni a due Quadriennali romane, nel 1951 con un gesso intitolato “Verso il rifugio” e nel 1955 con un “Paesaggio”; le presenze a due edizioni del Premio Michetti (VII e VIII) e le esposizioni con “Gli Incisori d’Italia”[1]. Figura schiva ed estremamente prolifica, Bertoncin ha saputo distinguersi per i temi figurativi della sua arte e la ricerca in campo simbolista, fino ad approdare nell’ultimo periodo artistico al divisionismo. Nel 1951, Bertoncin ha inoltre eseguito per conto del Comune di Latina due bassorilievi che raccontano l’incremento edilizio e demografico della seconda metà del Novecento e ha donato un’opera in gesso dal titolo “Figura dolente” all’Ospedale Civile S.M. Goretti. Sempre sua, è la lunetta in terracotta che campeggia sopra al portale della chiesa di Santa Maria Goretti, di Latina.

